Un’impresa capace di fare profitto mettendo al centro la felicità delle persone, i lavoratori, i clienti e gli abitanti del territorio.

Oggi il gruppo CGN oggi è il primo gruppo nel mercato nazionale della consulenza fiscale e giuslavoristica business to business. Hanno sede a Pordenone, ci lavorano 260 persone e collaborano con più di 46.000 professionisti in tutta Italia. Hanno chiuso il 2019 con un fatturato di oltre 33 milioni di euro, in aumento del nove per cento rispetto all’anno precedente e le previsioni per il 2020 sono di ulteriore crescita. Non solo: nel 2016, 2017 e 2018 Cgn è stata inserita nella classifica Great Place To Work, che premia le migliori aziende dove lavorare in Italia.

«Abbiamo fatto un investimento sulle relazioni che sta dando risultati importanti», spiega Valeria Broggian, figlia di Giancarlo e attuale presidente del gruppo in un articolo di Paolo Riva sul Corriere della Sera.

«Con noi vogliamo che lavorino persone libere, responsabili e attive. Creatività e innovazione non arrivano da chi è stressato o demotivato». Vista oggi, nel pieno della crisi da coronavirus, la felicità proposta dai Broggian sembra stridere con le difficoltà attuali: secondo una recente ricerca dell’Università Bicocca di Milano, infatti, per un terzo degli italiani la qualità del lavoro è peggiorata.

Al tempo stesso, però, Cgn non è l’eccezione che conferma la regola, ma un solido esempio di una tendenza globale.

Ma, nel concreto, da dove si comincia? Da formazione e risorse umane, innanzitutto. «A partire da me e mio padre, abbiamo studiato molto per cambiare», riprende Valeria Broggian.

Lo scorso anno, i dipendenti di Cgn hanno avuto in media, quasi 50 ore di formazione a testa.

Grazie al loro impegno, tutti i lavoratori che sono stati coinvolti nella creazione del nuovo codice etico e del modello culturale e organizzativo.

«Le parole d’ordine – spiega Valeria – sono autorealizzazione, responsabilità, partecipazione e, soprattutto, trasparenza e fiducia». A crearle contribuiscono numerosi elementi. Il welfare aziendale e la conciliazione vita-lavoro, per esempio, con lo smart working già attivo da tempo. La bellezza della grande sede, totalmente sostenibile e con un nuovo parco aperto alla cittadinanza. Le iniziative sul territorio, dalle collaborazioni culturali con il festival Pordenone e altre realtà locali al sostegno per onlus, scuole e università, che nel 2019 è stato di circa 145mila euro.

L’idea di fondo è che la crescita non possa essere solo economica.

Giancarlo Broggian ne è fortemente convinto. Ma non da sempre. «Quando ho fondato Cgn, non avevo in mente nessun modello. Pensavo solo a lavorare 20 ore al giorno per far funzionare l’azienda» ricorda. «Eppure, l’Olivetti, dove ero stato per cinque anni, mi aveva colpito: lì, nel lavoro, trovavi libertà, bellezza, comunità. A un certo punto, ho deciso di fare la stessa cosa».

Oggi, Broggian crede che il compito di un’impresa sia produrre valore economico e valore sociale. Entrambi. Sempre.